DSA, BES e inclusione 9 min di lettura

PDP maturità: vale anche all'esame di Stato per i DSA?

Tempi aggiuntivi, strumenti compensativi, dispensa o esonero dalla lingua straniera: cosa garantisce davvero il Piano Didattico Personalizzato in sede d'esame, e cosa controllare prima di giugno.

Quando manca poco all'esame di Stato, la domanda sul PDP maturità che molti genitori si pongono è semplice e angosciante allo stesso tempo: il PDP vale anche alla maturità? La risposta breve è sì. Il Piano Didattico Personalizzato non si esaurisce con l'anno scolastico: è il documento su cui la commissione d'esame costruisce le modalità di svolgimento delle prove per tuo figlio con DSA. Lo dice la legge, non la buona volontà di un singolo docente. L'articolo 20 del Decreto legislativo 62/2017 stabilisce che gli studenti con disturbo specifico di apprendimento, certificato ai sensi della Legge 170/2010, sostengono l'esame "sulla base del piano didattico personalizzato". Ogni anno una specifica ordinanza ministeriale operativa traduce quel principio nelle regole concrete della sessione. In questo articolo capiamo, senza tecnicismi inutili, che cosa il PDP garantisce davvero in sede d'esame, che cosa devi controllare prima di giugno e dove si annidano gli equivoci che possono costare punti o tranquillità a tuo figlio.

PDP maturità: cosa dice la legge

Il PDP vale anche alla maturità perché l'articolo 20 del Decreto legislativo 62/2017 lo rende il documento di riferimento per l'intera sessione d'esame, non un atto interno valido solo durante l'anno. La norma è esplicita: i candidati con DSA sostengono l'esame di Stato del secondo ciclo "sulla base del piano didattico personalizzato" e possono utilizzare, nelle prove scritte, "tempi più lunghi di quelli ordinari" e "gli strumenti compensativi previsti dal piano didattico personalizzato".

Questo principio nasce dalla Legge 8 ottobre 2010, n. 170, intitolata "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico", che riconosce dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia e impegna la scuola a garantire misure compensative e dispensative lungo tutto il percorso. L'esame finale è parte di quel percorso, non un'eccezione. Il PDP, quindi, non è un favore concesso: è l'attuazione di un diritto riconosciuto dalla normativa nazionale.

L'ordinanza annuale: dove il diritto diventa procedura

Ogni anno il Ministero pubblica un'ordinanza che disciplina lo svolgimento dell'esame: per la sessione 2026 è l'Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, che dedica l'articolo 25 ai candidati con DSA e altri bisogni educativi speciali. È qui che il diritto generale del Decreto 62 diventa procedura applicabile dalla commissione.

L'ordinanza ribadisce un punto centrale: le modalità di svolgimento delle prove sono determinate dalla commissione sulla base del piano didattico personalizzato e di tutti gli elementi conoscitivi forniti dal consiglio di classe. In pratica, la commissione non improvvisa: legge il PDP e il documento del consiglio di classe, poi adatta le prove. Per questo conta che ciò che tuo figlio ha usato tutto l'anno sia scritto nero su bianco. Una misura non documentata nel PDP è una misura che in sede d'esame rischia di non essere riconosciuta dalla commissione.

I tre strumenti che il PDP garantisce all'esame

In concreto, il PDP attiva tre tipi di facilitazione durante le prove. Il primo sono i tempi aggiuntivi: l'articolo 20 parla di "tempi più lunghi di quelli ordinari" per le prove scritte, e nella prassi delle commissioni si traduce di solito in una proroga di circa il 30% sui tempi standard, senza che la validità della prova venga messa in discussione.

Il secondo sono gli strumenti compensativi: sintesi vocale per l'ascolto delle tracce, mappe e schemi concettuali, calcolatrice, formulari, dizionari digitali e computer per la videoscrittura, nei limiti che l'ordinanza e le circolari fissano (di norma senza connessione a internet). La regola d'oro: vale ciò che è già stato usato durante l'anno e previsto dal PDP. Se è la prima volta che tuo figlio vede uno strumento il giorno dell'esame, non lo aiuta. Il terzo è l'adattamento delle modalità della prova orale. Per orientarti tra le categorie, abbiamo spiegato cosa deve contenere un PDP scolastico fatto bene e chi lo redige.

Dispensa o esonero dalla lingua straniera: l'equivoco che pesa sul diploma

Qui si gioca la distinzione più delicata, perché ha conseguenze diverse sul titolo finale. La dispensa dalle prove scritte di lingua straniera riguarda solo lo scritto: lo studente non fa il compito scritto, ma sostiene una prova orale sostitutiva e consegue il diploma a pieno titolo, esattamente come gli altri. La lingua resta materia studiata e valutata.

L'esonero è un'altra cosa: riguarda l'insegnamento della lingua straniera nella sua interezza. Si applica, come precisa l'articolo 20, solo "in casi di particolari gravità del disturbo di apprendimento", su richiesta della famiglia e con approvazione del consiglio di classe. Lo studente esonerato segue un percorso didattico differenziato e, se sostiene prove non equipollenti, ottiene un attestato di credito formativo e non il diploma. Capire questa differenza per tempo — non a maggio — è decisivo: confondere dispensa ed esonero è uno degli errori più frequenti tra le famiglie.

Le griglie di valutazione si adattano (non i contenuti)

Un timore comune è che gli strumenti compensativi "abbassino" la prova o la rendano meno valida. Non è così. L'ordinanza prevede che la commissione adatti, ove necessario, le griglie di valutazione delle prove scritte e del colloquio al PDP: l'attenzione si sposta su contenuti e ragionamento, evitando di penalizzare errori ortografici o di calcolo direttamente riconducibili al disturbo.

Questo significa che la valutazione misura ciò che tuo figlio sa, non la sua difficoltà di decodifica o di scrittura. È il principio cardine della Legge 170: rimuovere gli ostacoli che impediscono di mostrare le competenze, senza regalare nulla. Il diploma conseguito ha lo stesso valore di qualunque altro, e infatti — lo vedremo — non porta alcuna traccia delle misure usate. Le commissioni motivano ogni adattamento nei verbali, così la scelta resta tracciabile e difendibile.

Riservatezza: il diploma non dice nulla del DSA

Una preoccupazione legittima dei genitori riguarda la privacy: comparirà sul diploma o sui tabelloni che mio figlio ha usato strumenti compensativi? No. L'articolo 20 è netto: nel diploma finale rilasciato a conclusione degli esami non viene fatta menzione dell'impiego degli strumenti compensativi. Lo stesso vale per la prova orale sostitutiva in caso di dispensa dallo scritto di lingua: non se ne fa menzione.

I tabelloni pubblici con gli esiti non riportano nulla che riveli un DSA. La documentazione riservata — il PDP e l'allegato dedicato al documento del consiglio di classe (il cosiddetto documento del 15 maggio) — viene consegnata alla commissione e non pubblicata sul sito della scuola. La tutela della riservatezza è, anche in sede d'esame, parte integrante del diritto, e nessuno leggendo il titolo di studio può sapere che tuo figlio ha sostenuto l'esame con un PDP.

Cosa controllare prima di giugno: la checklist per i genitori

Arrivare preparati significa verificare alcune cose con anticipo, non il giorno prima. Primo: la certificazione è aggiornata. Per il secondo ciclo non sempre è richiesto un rinnovo, ma una diagnosi recente e completa rende tutto più solido; chiedi alla scuola se serve aggiornarla.

Secondo: il PDP è completo e firmato, ed elenca esattamente gli strumenti e le misure che vuoi siano disponibili all'esame. Terzo: l'allegato riservato al documento del 15 maggio descrive le modalità di verifica usate durante l'anno. Quarto: gli strumenti tecnici (computer, sintesi vocale, calcolatrice) sono quelli già usati e conformi ai limiti dell'ordinanza. Quinto: la scelta tra dispensa ed esonero per la lingua straniera è chiara e condivisa con il consiglio di classe. Se un docente non rispetta quanto previsto, hai strumenti per intervenire: il diritto è scritto e verificabile. La preparazione vera, però, inizia molto prima, come abbiamo raccontato parlando delle tracce più probabili della prima prova e di cosa ripassare davvero.

Come Metod·IA accompagna lo studente con DSA fino all'esame

Gli strumenti compensativi funzionano solo se sono diventati abitudine durante l'anno: questo è il punto su cui un metodo di studio fa la differenza. Metod·IA è pensata per accompagnare lo studente con un sistema di studio che lavora sul programma MIUR e si adatta al suo modo di apprendere, mai sostituendosi al lavoro mentale. Per uno studente con DSA conta soprattutto che la fatica si concentri sulla comprensione e non sulla decodifica: ripasso a intervalli, schemi, richiamo attivo e domande socratiche che fanno emergere il ragionamento.

L'app è progettata per non dire mai allo studente che ha un DSA — è una scelta etica precisa — e per ridurre l'ansia che spesso accompagna le verifiche. Su questo tema abbiamo scritto come aiutare tuo figlio a gestire l'ansia da verifica senza aggiungere pressione. Per capire come funziona il supporto pensato per i disturbi dell'apprendimento, puoi visitare la nostra pagina dedicata ai DSA.

Domande frequenti

Il PDP scade dopo l'esame di maturità?

Il PDP è un documento legato al percorso scolastico e alla certificazione DSA: serve fino al conseguimento del diploma e viene utilizzato dalla commissione d'esame come base per le prove. Se lo studente prosegue gli studi (università, concorsi), valgono normative dedicate, perché la certificazione DSA resta valida anche dopo la scuola.

Posso chiedere strumenti nuovi solo per l'esame?

No, in linea di principio. L'articolo 20 del Decreto 62/2017 prevede che gli strumenti compensativi all'esame siano quelli già impiegati durante l'anno e previsti dal PDP, o comunque ritenuti funzionali. Introdurre uno strumento mai usato il giorno della prova non aiuta e può non essere autorizzato dalla commissione.

Lo strumento compensativo all'esame fa "abbassare" il voto?

No. La commissione adatta le griglie di valutazione al PDP, spostando l'attenzione su contenuti e ragionamento. Il diploma ottenuto ha lo stesso valore legale di ogni altro e non riporta alcuna menzione degli strumenti usati: la legge tutela la piena equivalenza del titolo.

In sintesi

Il PDP vale anche alla maturità: non è un favore, ma l'attuazione di un diritto stabilito dal Decreto legislativo 62/2017 e dalla Legge 170/2010, reso operativo ogni anno dall'ordinanza ministeriale. Tempi aggiuntivi, strumenti compensativi già usati durante l'anno, dispensa o esonero dalla lingua straniera con effetti diversi sul diploma, griglie adattate e piena riservatezza sono i pilastri da conoscere. La cosa più utile che puoi fare è verificare per tempo che il PDP sia completo e che gli strumenti siano già abitudine quotidiana di tuo figlio.

Scopri come funziona Metod·IA — o approfondisci il supporto pensato per gli studenti con DSA per capire se è lo strumento giusto per accompagnare tuo figlio fino all'esame.


Fonti: Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, art. 20 — esame di Stato per studenti con DSA; Legge 8 ottobre 2010, n. 170 (Normattiva); Ordinanza Ministeriale n. 54 del 26 marzo 2026, art. 25 (Notizie della Scuola); AID — Esame di Stato 2026: normativa, procedure e novità.