Se la scuola ha nominato un Gruppo di Lavoro Operativo per tuo figlio, o se hai sentito parlare di un documento da firmare entro fine ottobre, è quasi certo che si tratti del PEI. Il PEI, Piano Educativo Individualizzato, è il documento che la scuola redige per ogni alunno con disabilità certificata: definisce obiettivi, sostegno, strumenti e valutazione su misura per quel singolo studente. Non è una formalità burocratica e non è la stessa cosa del PDP, con cui viene spesso confuso. La differenza non è una sfumatura: cambia chi lo scrive, su quale legge si fonda, se è previsto un insegnante di sostegno e perfino se gli obiettivi della classe possono essere modificati.
Capirne la struttura ti permette di partecipare al GLO da genitore informato, non da spettatore. La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 66/2017 sull'inclusione scolastica, aggiornato nel 2019 e nel 2020. In questa guida sul PEI Piano Educativo Individualizzato vediamo cos'è davvero, chi lo compila, cosa deve contenere e in cosa si distingue dal PDP.
Cos'è il PEI Piano Educativo Individualizzato e a chi serve
Il PEI, Piano Educativo Individualizzato, è il documento che progetta il percorso scolastico di un alunno con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992. È obbligatorio solo per gli studenti che hanno ricevuto la certificazione di disabilità ai fini dell'inclusione scolastica: non per i DSA, non per i BES in senso generico, ma per chi rientra nella tutela della Legge 104.
Questo è il primo punto che genera confusione. Un alunno con dislessia certificata, ad esempio, non ha un PEI: ha un PDP. Un alunno con una disabilità intellettiva, sensoriale o motoria certificata ha invece un PEI ed è l'unico ad avere diritto, quando previsto, all'insegnante di sostegno. Il PEI è quindi lo strumento dell'inclusione per la disabilità certificata, mentre il PDP è lo strumento per i disturbi specifici di apprendimento e per gli altri bisogni educativi speciali.
La logica del documento è esplicita: la scuola non chiede al ragazzo di adattarsi a un percorso standard, ma costruisce il percorso intorno alle sue caratteristiche. Per orientarti tra le sigle e i diritti scolastici puoi partire dalla nostra panoramica sul supporto agli studenti con DSA e BES.
Chi redige il PEI: il GLO e il ruolo della famiglia
Il PEI è redatto dal Gruppo di Lavoro Operativo per l'inclusione (GLO), organo introdotto dal Decreto Legislativo 66/2017. Il GLO non è un singolo docente: è un gruppo che comprende l'intero team dei docenti della classe, l'insegnante di sostegno, le figure specialistiche dell'ASL o degli enti accreditati, eventuali operatori e — questo è il punto che molti genitori sottovalutano — i genitori stessi, che ne sono componenti a pieno titolo.
La famiglia non è ospite del GLO: è parte del gruppo che scrive e firma il documento. Questo significa che hai diritto di leggere le bozze, proporre modifiche, chiedere chiarimenti sugli obiettivi e sottoscrivere consapevolmente. Il Ministero dell'Istruzione mette a disposizione il modello nazionale del PEI e le linee guida ufficiali, così che il documento abbia una struttura uniforme su tutto il territorio.
Il GLO si riunisce più volte nell'anno: per approvare il PEI, per le verifiche intermedie tra novembre e aprile e per la verifica finale entro il 30 giugno. Conoscere questo calendario ti aiuta a non arrivare impreparato alle convocazioni.
Cosa deve contenere un PEI
Il PEI fotografa il funzionamento dello studente e progetta gli interventi su quattro dimensioni: la socializzazione e l'interazione, la comunicazione e il linguaggio, l'autonomia e l'orientamento, e la dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento. Il nuovo modello nazionale adotta l'approccio ICF dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che descrive il funzionamento della persona nel suo contesto, non solo i suoi deficit.
In concreto, un PEI completo definisce gli obiettivi educativi e didattici, gli interventi di sostegno e le risorse assegnate (incluse le ore di sostegno), gli strumenti e i facilitatori, le modalità di verifica e i criteri di valutazione. Indica anche come si raccorda con le attività della classe, perché l'obiettivo resta la partecipazione, non la separazione.
Un aspetto cruciale per il futuro di tuo figlio riguarda gli obiettivi. A differenza del PDP, il PEI può prevedere un percorso con obiettivi equipollenti (diversi nei contenuti ma con valore equivalente, che porta al titolo di studio ordinario) oppure differenziati (con obiettivi non riconducibili ai programmi ministeriali). Questa scelta ha conseguenze sul titolo finale, soprattutto alla secondaria di secondo grado: vale la pena discuterne con il GLO con largo anticipo.
PEI e PDP: la differenza che cambia tutto
La domanda più frequente dei genitori è proprio questa: che differenza c'è tra PEI e PDP? La risposta sta in quattro elementi che è utile tenere insieme.
Primo, la legge di riferimento: il PEI nasce dalla Legge 104/1992 sulla disabilità, il PDP dalla Legge 170/2010 sui DSA. Secondo, i destinatari: il PEI è per la disabilità certificata, il PDP per i disturbi specifici di apprendimento e gli altri BES. Terzo, chi lo redige: il PEI lo scrive il GLO con un modello nazionale uniforme, il PDP lo redige il consiglio di classe con un modello scelto dalla scuola. Quarto, e decisivo, il sostegno e gli obiettivi: solo il PEI può prevedere l'insegnante di sostegno e modificare gli obiettivi del curricolo, mentre il PDP mantiene gli stessi obiettivi della classe e agisce su tempi, strumenti compensativi e misure dispensative.
In sintesi: il PEI può cambiare la meta, il PDP cambia solo il percorso per raggiungerla. Per approfondire l'altro versante puoi leggere la nostra guida dedicata al PDP scolastico: cos'è, chi lo redige e cosa deve contenere.
La normativa, in breve e aggiornata
Capire il quadro normativo ti dà argomenti concreti nei colloqui con la scuola. La cornice è il Decreto Legislativo 66/2017, modificato dal Decreto Legislativo 96/2019. Il modello nazionale del PEI è stato introdotto dal Decreto Interministeriale 182 del 29 dicembre 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Vale la pena conoscere una vicenda che ha generato incertezza: nel 2021 il TAR del Lazio (sentenza 9795/2021) annullò quel decreto, ma nell'aprile 2022 il Consiglio di Stato (sentenza 3196/2022) accolse l'appello del Ministero e ripristinò l'efficacia del modello. Successivamente il Decreto Interministeriale 153 del 1° agosto 2023 ha introdotto disposizioni correttive, aggiornando modelli e linee guida e prevedendo la compilazione digitale tramite il sistema SIDI.
Onestà necessaria: la materia è in evoluzione e le interpretazioni applicative variano tra territori. Per la fonte primaria puoi consultare i testi di legge su Normattiva, la banca dati ufficiale della normativa italiana, e per un inquadramento più ampio del concetto di inclusione scolastica l'enciclopedia Treccani.
Come partecipare al GLO da genitore preparato
Sapere che hai diritto di parola è un conto, esercitarlo bene è un altro. Ecco cinque mosse concrete per arrivare al Gruppo di Lavoro Operativo da protagonista.
Leggi la bozza prima della riunione. Chiedi di ricevere il documento con anticipo: arrivare avendo già annotato dubbi e proposte cambia la qualità del confronto. Il PEI non è un modulo da firmare a scatola chiusa.
Verifica gli obiettivi, non solo le ore. Le ore di sostegno sono importanti, ma il cuore del PEI sono gli obiettivi: chiedi che siano specifici, misurabili e realistici, e che sia chiaro come verranno verificati.
Chiarisci la scelta tra obiettivi equipollenti e differenziati. Soprattutto alle superiori, questa scelta incide sul titolo di studio. Falla con consapevolezza, informandoti sulle conseguenze.
Tieni traccia delle verifiche intermedie. Il PEI si rivede in corso d'anno: segnala per tempo ciò che non funziona, senza aspettare la verifica finale di giugno.
Coltiva la collaborazione, non lo scontro. Il GLO funziona quando scuola e famiglia remano insieme. Documentare e proporre è più efficace che contrapporsi.
Come Metod·IA affianca il percorso definito dal PEI
Metod·IA non redige il PEI e non sostituisce gli insegnanti di sostegno: il documento resta competenza esclusiva della scuola e del GLO. Quello che possiamo fare è affiancare lo studio quotidiano in coerenza con gli obiettivi definiti nel piano, con un tutoring AI che adatta ritmo, riformulazione e ripasso alle caratteristiche del singolo studente.
I nostri tutor lavorano in modo socratico, accompagnando il ragazzo passo dopo passo invece di fornire la risposta pronta, e la memoria persistente permette di mantenere continuità tra una sessione e l'altra: lo strumento ricorda dove tuo figlio ha incontrato difficoltà e ci ritorna nel momento giusto. È una differenza importante rispetto all'uso generico dell'intelligenza artificiale per i compiti, come abbiamo spiegato parlando di ChatGPT a scuola e cosa cambia con un tutor dedicato. Per coerenza con la dignità dello studente, l'app non etichetta mai il ragazzo con sigle o diagnosi.
In una logica inclusiva, uno strumento che personalizza davvero il percorso e riduce la fatica della ripetizione meccanica può sostenere gli obiettivi di autonomia che il PEI mette al centro. Resta un supporto allo studio a casa, complementare al lavoro che la scuola progetta nel piano.
Domande frequenti
Il PEI vale anche se la disabilità non è certificata?
No. Il PEI è previsto esclusivamente per gli alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992. In assenza di certificazione, lo strumento appropriato è il PDP (per i DSA con diagnosi) o, per altri bisogni educativi speciali, un PDP deliberato dal consiglio di classe. Sono documenti diversi con destinatari diversi.
Chi firma il PEI e i genitori possono rifiutarsi?
Il PEI è sottoscritto dai componenti del GLO, genitori inclusi. La famiglia partecipa alla redazione e può chiedere modifiche prima di firmare. La firma attesta la condivisione del piano: se non sei d'accordo, hai diritto di far verbalizzare le tue osservazioni e di richiedere un confronto, prima di sottoscrivere.
Quando viene redatto il PEI durante l'anno scolastico?
Il GLO approva il PEI definitivo di norma entro il 31 ottobre. Sono poi previste verifiche intermedie tra novembre e aprile e una verifica finale entro il 30 giugno, quando si redige anche il PEI provvisorio per l'anno successivo. Le date possono variare leggermente in base alle indicazioni regionali e d'istituto.
In conclusione
Il PEI, Piano Educativo Individualizzato, è molto più di un adempimento: è il progetto con cui la scuola costruisce un percorso su misura per uno studente con disabilità certificata, definendo obiettivi, sostegno e valutazione. Si distingue dal PDP per legge di riferimento, destinatari, autori e — soprattutto — per la possibilità di modificare gli obiettivi e prevedere il sostegno. Conoscerne struttura e calendario ti permette di sedere al tavolo del GLO da genitore preparato, capace di tutelare il diritto di tuo figlio a un'istruzione che lo includa davvero.
Scopri come funziona Metod·IA per affiancare lo studio quotidiano in modo personalizzato, o leggi la nostra pagina dedicata ai genitori per capire se è lo strumento giusto per la famiglia.
Fonti: Decreto Legislativo 66/2017 — Normattiva; Modello nazionale PEI e linee guida — Ministero dell'Istruzione; Decreto Interministeriale 182/2020 — Gazzetta Ufficiale; Legge 104/1992 — Normattiva; Inclusione scolastica — Treccani.